Myosotis scorpioides

mi piace il posto in cui mi trovo in cui ti trovo e nella mappa lo segnalo al centro e intorno non ci sono vie di mezzo non ci sono vie di fuga, nel momento del silenzio il batacchio del pensiero mi scampana tra le tempie tra l’ovatta dell’insonnia, nel momento del silenzio il silenzio si fa morsa e la trappola è scattata, mi dibatto poi mi fermo cerco il suono delle impronte delle gomme sull’asfalto.
faccia di luna faro falò falce che taglia i miei nodi i capelli che ho in testa tutti li annodo in un filo e ogni pezzo lo infilzo come una perla, parlo continuo a parlare continua non ti fermare fa freddo, forse farò fatica a finire forse farò un favore a te a me a tutti fuggendo nell’angolo dietro l’angolo in cui la voce non canta – la senti, la voce, la senti? la cera nelle orecchie, la corda che si spezza intorno all’albero maestro, il tuffo. nuoto. non seguo una direzione ma un imperativo, porto provviste che bastano solo per uno.

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