Weiß, weiß, weiß sind alle meine Kleider

mi muovo a piedi nudi perché dico solo il vero, calpesto legno polvere ceramica fibra di cocco marmo cemento terra neve erba ghiacciata che diventa fango nel calore della mia impronta.
sono apolide e non abito in nessuno mentre tutti hanno la mia cittadinanza.
guardo a nord-est e penso spingimi ma non farmi cadere, soffiami ancora le tue parole nell’orecchio che più non sente, tira con me sassi alle bottiglie e bevi ancora dal mio stesso bicchiere.
ho unito pollice e mignolo e pollice e mignolo sull’alfabeto, un cerchio sul sì, un cerchio sul no, adesso muovimi e rispondimi – la moneta, il bicchiere di plastica, la gomma da cancellare che non cancella ma incide e strappa e solo il mio nome si forma in inchiostro invisibile, uno dei tanti, uno ogni volta.
spingimi ma non farmi cadere, sono già inciampata la volta che sono finita ai tuoi piedi, cado da sola, tu spingimi e tienimi per la maglietta e io sparirò che regga il mio peso per riapparirti alle spalle, coprirti gli occhi e dire, indovina? coprirti gli occhi che bastano i miei, coprirti gli occhi per non vederti lo sguardo la volta che finalmente dirò che mi manchi.
weiß, weiß, weiß ist alles was ich hab.

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3 thoughts on “Weiß, weiß, weiß sind alle meine Kleider

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