3.37

Cosa mi batte dentro oltre alla paura? Lo chiedo a me, non temo la risposta – la temerei non fossi io allo specchio. Una bistecca cruda o troppo cotta. Un apparato di timballi di cicala. Grani grossi di sale non iodato. Freni a tamburo senza leva senza ceppo.
Cosa ti batte – ho sbagliato, pensavo di parlarmi: pensavo che ci stessimo parlando – cosa cambia? Cambio io, che adesso sono spenta – invasate le parole troppo in fretta, recisi i germogli e le radici, scordato il materiale di drenaggio – debordata, non rientro più nel vaso, voglio entrare. Cado foglie per farmi più sottile. Non ho nemmeno un nome da chiamare.

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